Phong Nha-Ke Bang, come organizzare il viaggio nelle spettacolari grotte del Vietnam centrale

Phong Nha-Ke Bang, come organizzare il viaggio nelle spettacolari grotte del Vietnam centrale

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Un meraviglioso viaggio alla scoperta delle immense grotte del parco nazionale di Phong Nha-Ke Bang, nel Vietnam centrale, attraverso un trekking che si insinua nelle profondità delle caverne, come organizzare la visita, dove mangiare e dove dormire. Un’esperienza di viaggio unica, tra avventura, relax e divertimento.

Siamo stati in Vietnam per 2 settimane visitando il Paese da nord a sud, attraversando paesaggi di estrema bellezza e caotiche città, assaggiando tantissime specialità locali, navigando fiumi dalle acque torbide, facendo snorkeling attorno a piccole isolette e una crociera nella baia più scenografica di tutto il sud-est asiatico. 

Ma la vera sorpresa di questo viaggio si chiama Phong Nha-Ke Bang, il parco nazionale situato più o meno nel centro del Paese, dove il territorio vietnamita inizia ad assottigliarsi e ad essere tutto coperto di verde.

Il tesoro di questa regione del Vietnam è sotterraneo. Nel parco nazionale Phong Nha-Ke Bang ci sono oltre 300 grotte, alcune tra le più grandi del mondo.

Il primato spetta alla grotta di Son Doong, che si estende sotto terra fino a sfiorare il Laos. I numeri sono incredibili: nei punti più ampi sfiora i 200 metri in larghezza e i 250 in altezza. Riuscirebbe a contenere un intero quartiere di Manhattan, compresi grattacieli di 40 piani. E’ stata scoperta nella sua interezza soltanto nel 2009 e aperta ai turisti nel 2013. 

Per chi fosse interessato, è possibile visitare la Son Doong Cave prendendo parte ad un’escursione organizzata dall’agenzia Oxalis, ad oggi l’unica ad essere autorizzata ad entrare nella grotta. Il tour va prenotato parecchi mesi prima e serve un ottimo allenamento fisico. La spedizione dura 5 giorni e costa 3.000 dollari a persona.

Son Doong a parte, tutte le grotte che si trovano nel parco di Phong Nha-Ke Bang sono maestose, non avevamo mai visto nulla di simile e siamo rimasti increduli davanti ad uno spettacolo naturale di tale splendore.

Stalattiti umide che pendono da soffitti altissimi, come pugnali sovrastano le teste di minuscoli turisti che passeggiano nella penombra. Stalagmiti che brillano e cambiano continuamente colore sotto i nostri occhi. Sembrano candele giganti, quando la cera inizia a sciogliersi e a deformarsi.

La bellezza dei fiumi sotterranei, dalle acque color verde smeraldo, che proiettano favolosi giochi di luce sulle pareti e sui soffitti, diffondendo magia.

Come organizzare la visita del Parco Nazionale Phong Nha-Ke Bang

In rete ci sono pochissime informazioni, in italiano, su questa parte del Vietnam. É una zona che solo recentemente ha aperto le porte al turismo e solitamente il parco non viene inserito negli itinerari classici da chi si appresta a visitare questo bellissimo Paese.

Il turismo c’è, ma è prevalentemente asiatico e sono davvero poche le persone che si lasciano alle spalle i chiassosi tour guidati, con tanto di guida armata di megafono, per entrare davvero nel vivo dello show, partecipando ad una spedizione o ad un percorso trekking che si insinua nelle profondità delle grotte.

Noi abbiamo trascorso a Phong Nha 2 giorni, suddivisi in questo modo:

1° giorno

In sella ad una bicicletta fornita dalla Phong Nha Farmstay (di cui vi parlerò più avanti) siamo arrivati al pittoresco villaggio Phong Nha per visitare la grotta omonima e la Tien Son Cave. Il percorso attraversa sconfinati campi di riso e il paesaggio che ci circonda è fantastico. Siamo in aperta campagna, fa caldissimo e non è raro doversi fermare per far passare bufali al pascolo o frettolose galline che attraversano la strada. Nei dintorni ci sono diverse fattorie, localini, scuole e piccoli negozi che vendono beni di prima necessità, ben inseriti nella natura.

Raggiunto il villaggio ci fermiamo a mangiare un boccone al ristorante vietnamita con il nome più lungo del mondo, il The best Spit Roast Pork and Noodle Shop in the world (probably). Per pochi dong ordiniamo la specialità del posto e divoriamo un piatto di noodles con carne di maiale saporito e gustosissimo. Possiamo constatare che il nome del locale non potrebbe essere più azzeccato!

Arrivati sulla riva del fiume Son prendiamo una Dragon Boat che, scivolando lentamente sulle sue acque torbide ci porta all’imbocco della Phong Nha Cave, che ci appare come una montagna affamata che inghiotte ad una ad una tutte le barche che abbiamo davanti. Il fiume infatti prosegue al suo interno e si snoda nelle profondità della caverna. L’incantesimo inizia quando le barche spengono il motore (all’interno della grotta si può avanzare solo a remi) e ci si ritrova in quello che sembra un regno fatato. Si prosegue per una decina di minuti e dopo una faticosa inversione a U, si torna indietro fino ad arrivare ad una “spiaggetta” in cui è possibile scendere e godersi lo spettacolo delle formazioni rocciose più da vicino. 

Appena fuori dalla Phong Nha Cave, si può visitare la Tien Son Cave, una grotta asciutta che si raggiunge affrontando una salita di gradini un po’ stancante. Questo forse scoraggia diversi visitatori, meglio per noi che abbiamo potuto ammirare la grotta nel silenzio, praticamente soli. Durante la guerra questa grande caverna veniva utilizzata come ospedale e deposito di armi ed è stata pesantemente bombardata. Se si osserva l’imbocco con attenzione si possono ancora vedere incise nella pietra le ferite di quel sanguinoso conflitto. 

2° giorno

Stiamo per affrontare la giornata più avventurosa di tutto l’intero viaggio. 

Abbiamo prenotato dall’Italia il trekking di 7 chilometri che ci porterà a toccare il cuore della Thien Duong Cave (chiamata anche Paradise Cave), una delle grotte più belle, incastrata nelle alte montagne carsiche che compongono il Phong Nha-Ke Bang National Park.

La maggior parte dei visitatori si ferma alla fine del primo chilometro, seguendo il percorso sulla passerella in legno che attraversa meravigliose formazioni rocciose ed enormi stalattiti e stalagmiti dalle mille sfumature di colore. 

Ad un cenno della nostra guida, usciamo dalla passerella attraverso un invisibile cancelletto e ci tuffiamo nell’oscurità.

Attraversiamo una fenditura nella roccia e si apre un nuovo, silenzioso mondo davanti a noi. Se non fosse per la lucina fissata sul nostro elmetto arancione, non si vedrebbe nulla. Buio pesto.

Parte la spedizione!

Il paesaggio che illuminiamo con le nostre torce è spettacolare. Talvolta dobbiamo arrampicarci su piccoli rilievi o passare attraverso stretti passaggi formati dalle stalagmiti, altre volte ci ritroviamo in spazi grandi quanto un campo da calcio. 

In uno di questi spazi spegniamo tutte le luci e proviamo a camminare nell’oscurità, tenendoci per mano nel silenzio più assoluto. 

Man mano che si avanza lo spettacolo cresce di intensità e ci ritroviamo ad osservare bellissime formazioni rocciose.

Impariamo che nelle grotte si possono suonare allegri motivetti, picchiettando con le dita sulle concrezioni calcaree in modo da far echeggiare la melodia nella caverna. 

Giochiamo a scovare disegni di animali nascosti interpretando le irregolarità e le sfumature delle pareti (i draghi andavano per la maggiore).

Attraversiamo un gelido corso d’acqua che ci bagna fino al petto (ma niente paura per gli effetti personali, c’è una barchetta su cui caricare zaini e macchine fotografiche). Il paesaggio cambia ogni minuto e le rocce brillano al nostro passaggio, come per indicarci la via.

Arriviamo nel punto culminante di tutto il percorso – a noi sembra di aver raggiunto il centro della terra – stanchi e con una fame da lupi. Di fronte a noi si apre un paesaggio lunare, illuminato dalla luce naturale del giorno che entra dall’alto attraverso un’apertura sopra le nostre teste.

Notiamo un po’ di verde, piantine e muschi che con fatica vivono e crescono in un ambiente tanto ostile, che donano quell’allegro tocco di colore.

Abbiamo un’ora circa per trovare un posticino sulle rocce per mangiare ed ammirare la vista mozzafiato che abbiamo davanti. Una pausa pranzo senz’altro inusuale! Mangiamo in fretta perché abbiamo voglia di arrampicarci e di bagnarci nelle piccole piscine naturali che si sono formate negli anni tra i massi che ci circondano.

Controvoglia riprendiamo i nostri zaini per affrontare i 7 chilometri al contrario, che ci riporteranno al punto di partenza.

Sporchi di fango, con le scarpe fradicie e con qualche graffio che ci fa sentire tanto avventurosi usciamo dalla Paradise Cave che è metà pomeriggio, prendiamo il pulmino che ci riporta alla Farmstay e dopo esserci dati una ripulita ci rilassiamo a bordo piscina.

Dove dormire e come arrivare

Abbiamo soggiornato nell’incantevole Phong Nha Farmstay per 2 notti, un piccolo ma curatissimo agriturismo sperduto tra i campi di riso delle campagne vietnamite. L’atmosfera è rilassata, c’è una piscina e un ristorante/bar che serve prelibatezze locali e internazionali. 

Abbiamo prenotato una stanza al piano superiore e il trekking di 7 chilometri all’interno della Paradise Cave.

L’organizzazione del tour è stata ottima e l’esperienza una di quelle che non si dimenticano. Dopo l’affascinante caos di Hanoi, abbiamo trascorso due giorni emozionanti, coccolati dallo staff, un soggiorno che ci ha dato la possibilità di staccare un po’ la spina e visitare una zona del Paese ancora incontaminata e autentica.

Alla Farmstay la sera si chiacchiera con gli altri ospiti, si osservano i bufali pascolare al tramonto, si ascolta musica dal vivo o si guardano vecchi film (a noi è capitato di rivedere Forrest Gump!)

Per poter raggiungere la Phong Nha Farmstay e il parco nazionale di Phong Nha-Ke Bang, è necessario prenotare un volo da Hanoi per Dong Hoi e poi farsi venire a prendere in aeroporto. Se si arriva da sud invece, c’è un treno che collega Dong Hoi a Hue in circa 3 ore.

Ultimi consigli utili

Se vuoi comunque visitare le grotte ma non hai la possibilità o il tempo per fare il trekking che ti ho descritto in questo articolo, puoi prendere parte ad un’escursione da Huè alla Paradise Cave di una giornata intera, con una guida preparata che ti racconterà tutte le meraviglie di questo luogo.

Mai come in questo caso è importantissimo stipulare un’assicurazione di viaggio prima di partire. Dopo aver esaminato varie proposte ho scelto l’assicurazione di Heymondo, dall’ottimo rapporto qualità/prezzo. Ti ricordo che essendo passato di qui a leggere puoi avere uno sconto del 10% sulla tua polizza assicurativa di viaggio Heymondo. Il risparmio è assicurato e ti posso garantire che la qualità del servizio è ottima.

Un ultimo consiglio: anche per questo viaggio abbiamo utilizzato la guida della Lonely Planet del Vietnam che si è rivelata molto utile sia durante la pianificazione del viaggio che in loco.

Per qualunque ulteriore consiglio dovesse servirti ti aspetto nei commenti!

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Questo articolo ha 5 commenti.

  1. Caterina

    Ciao!
    Posso chiederti come vi siete spostati in Vietnam? Come sei arrivata al Cu Nam Village?

    Grazie

    1. Aline

      Ciao! Dalla Farmstay abbiamo raggiunto Dong Hoi con una macchina (abbiamo chiesto all’hotel di organizzarci il transfer) e da lì abbiamo preso il treno per Hué.
      Se vuoi maggiori informazioni sugli spostamenti in Vietnam trovi tutto qui: Vietnam fai da te, itinerario di 2 settimane.

  2. Sara

    Ciao! Grazie per l’articolo. Sto valutando di visitare il parco e mi è sembrato molto interessante il trekking che hai fatto. Hai qualche consiglio riguardo all’abbigliamento adeguato per affrontarlo? Grazie in anticipo

    1. Aline

      Ciao! Non serve un abbigliamento particolarmente tecnico. L’importante è avere scarpe da trekking, meglio se impermeabili dato che abbiamo dovuto attraversare un corso d’acqua sotterraneo e ci siamo bagnati fin sopra le ginocchia. Volendo puoi mettere un costume da bagno sotto i vestiti, io mi sono bagnata i pantaloni. Una maglia leggera e traspirante e sei a posto. Non faceva freddo quando siamo stati noi. Buon viaggio se ci andrai!